  Configuration HOWTO
  Di Guido Gonzato, guido@ibogeo.df.unibo.it
  Versione 1.2.4. 7 Gennaio 1999.

  Lo scopo di questo HOWTO  quello di rendere la configurazione del
  vostro nuovo sistema Linux pi veloce e pi semplice. Qui troverete un
  insieme di configurazioni per le applicazioni pi comuni, cos potrete
  cominciare a lavorare con un sistema facile da usare.

  1.  Introduzione



  1.1.  Perch questo HOWTO


  Ho installato Linux su molti PC e ho notato che le distribuzioni
  attuali sono ottime ma, purtroppo, mancano di alcune configurazioni di
  base. Molti programmi funzionano subito, ma altri no. Inoltre, ho
  notato che le solite domande continuano ad essere postate su
  c.o.l.setup.

  Per cercare di porre rimedio a questa situazione e per avere un
  memorandum per le nuove installazioni, mi sono scritto un elenco di
  cose da fare che ho poi espanso fino a trasformarlo in questo HOWTO.
  Qui troverete alcuni esempi di configurazioni per i programmi pi
  comuni, il che dovrebbe farvi risparmiare un bel po' di tempo e
  lavoro.

  Alcuni degli esempi di configurazione in questo HOWTO dipendono in
  qualche modo dalla distribuzione. Ho accesso solo a macchine Red Hat,
  Caldera e S.u.S.E., quindi non prendete per oro colato i miei
  suggerimenti se avete Slackware, Debian o altre distribuzioni. Ad ogni
  modo, leggersi la documentazione e gli HOWTO ripaga sempre, quindi
  siete comunque invitati a farlo. La mia distribuzione di riferimento 
  Red Hat; per evitare ripetizioni, ``AQVD'' significa ``Adattate Questo
  alla Vostra Distribuzione''.

  Una nota finale: spero che questo HOWTO divenga obsoleto nel pi breve
  tempo possibile. La tendenza delle distribuzioni di Linux  di fornire
  tool di configurazione, piuttosto che lasciare l'amministratore alle
  prese con una montagna di documentazione. Quindi, quando possibile vi
  indicher un tool appropriato.

  La versione pi aggiornata di questo documento  reperibile presso
  <http://sunsite.unc.edu/mdw/HOWTO>, comprese alcune traduzioni.



  1.2.  Cosa configureremo


  Le configurazioni hardware di un PC sono infinite, ma una  molto
  comune: un PC con un disco fisso suddiviso in tre partizioni (una per
  DOS/Windows, una per Linux e una partizione di swap), modem, drive
  CD--ROM, stampante, mouse. Lo Zip drive in versione per la porta
  parallela  inoltre assai diffuso.

  Assumer che questo  l'hardware che volete configurare, ma  semplice
  adattare i consigli e gli esempi che vi dar per altre configurazioni.
   implicito che dovrete essere root per
  editare/configurare/pasticciare col sistema.

  E ora, rimbocchiamoci le maniche.


  2.  Setup generale del sistema




  2.1.  Tastiera


  Prima di tutto, come configurare la tastiera. Se vi siete persi questo
  passaggio durante l'installazione o avete cambiato tastiera, dovrete:


    scegliere un'adeguata mappa di tastiera da /usr/lib/kbd/keytables/;
     ad esempio, it.map seleziona la tastiera italiana;

    editare il file /etc/sysconfig/keyboard in modo che appaia:
     KEYTABLE="/usr/lib/kbd/keytables/it.map";

    per settare il tasso di ripetizione e il ritardo della tastiera,
     aggiungete questa linea a /etc/rc.d/rc.sysinit (Red Hat) o
     /etc/rc.d/rc.boot (Caldera) o /etc/rc.d/boot (S.u.S.E):



       /sbin/kbdrate -s -r 16 -d 500  # o come preferite





  Per caricare la nuova mappa di tastiera, date il comando
  /etc/rc.d/init.d/keytable start (AQVS).  Per quanto riguarda altri
  settaggi relativi ai tasti speciali, troverete istruzioni pi avanti.

  Per abilitare NumLock per default, aggiungete questa linee a
  /etc/rc.d/rc.sysinit (AQVS):



       for tty in /dev/tty[1-9]*; do
         setleds -D +num < $tty
       done






  2.2.  Kernel


  Io credo cha a questo punto la cosa pi sensata sia farsi un kernel su
  misura.  molto semplice, ma per ogni dubbio leggetevi il file README
  in /usr/src/linux/ o il Kernel HOWTO. Suggerimenti:


    considerate le vostre necessit con attenzione.  pi produttivo
     scegliere una configurazione per il kernel, applicare le patch e
     compilare una volta per tutte, piuttosto che riconfigurare e
     ricompilare ogni mese; questo vale specialmente se la vostra Linux
     box  un server. Non dimenticate di aggiungere il supporto per
     l'hardware che potreste aggiungere in futuro (ad es. SCSI, Zip,
     schede di rete, etc);

    se il vostro PC  basato su CPU Cyrix che non viene riconosciuta
     come tale dal kernel, ci sono delle patch per incrementarne le
     prestazioni.  Informazioni su
       <http://www.linuxhq.com/patch/20-p0591.html> ;

    gli utenti di portatili possono aumentare le leggibilit dello
     schermo LCD. Una volta suggerivo di applicare una patch al kernel,
     ma ora credo che SVGATextMode (vedi Sezione ``SVGATextMode'') sia
     la soluzione migliore. Per chi vuole, comunque, la patch ``Big
     Cursor'' si trova all'indirizzo
       <http://www.linuxhq.com/patch/20-p0239.html> ;

    ancora per gli utenti di portatili: se volete usare un modem/fax
     PCMCIA, non compilate il supporto seriale come modulo, ma
     direttamente nel kernel. In caso contrario, il modem PCMCIA non
     funzioner;

    se usate schede PCMCIA, compilate anche i relativi moduli; inoltre,
     non dimenticate di editare /etc/pcmcia/network.opts se usate una
     schedina di rete;

    se modprobe vi d quei fastidiosi messaggi di errore indicando che
     alcuni moduli non ci sono, dovete correggere /etc/conf.modules. Ad
     esempio, se non usate i moduli ipx e appletalk, aggiungete queste
     linee:



       alias net-pf-4 off
       alias net-pf-5 off





    per risparmiare tempo la prossima volta che compilerete il kernel,
      consigliabile salvare la configurazione su file e mettere
     quest'ultimo al sicuro. Attenzione per: se fate l'upgrade del
     kernel, questo file sar quasi certamente inutile, perch non
     contiene le funzionalit del nuovo kernel.



  2.3.  Blocco di sendmail


  Su alcuni sistemi, sendmail blocca la macchina per un paio di minuti
  in fase di boot. Si distinguono due casi: 1) il PC non  direttamente
  connesso a Internet, 2) lo , e ha un indirizzo IP fisso.  Correzione
  per il caso 1: assicuratevi che /etc/hosts contenga una linea con
  scritto



       127.0.0.1 localhost




  Nel secondo caso, il blocco avviene se /etc/hosts contiene questa
  linea:



       127.0.0.1   localhost   host_name



  che dovrete modificare cos:



       127.0.0.1    localhost
       w.x.y.z      host_name




  Vedete anche alla sezione ``Hostname''.



  2.4.  Prestazioni del disco fisso


  Le prestazioni del vostro disco fisso possono essere notevolmente
  migliorate con l'uso accorto di hdparm(8). Se la vostra distribuzione
  di Linux non lo include, lo troverete su
  <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/system/hardware> ; cercate un file
  chiamato hdparm-X.Y.tar.gz.

  Non c' una formula valida per tutti, poich molti dettagli dipendono
  dal disco fisso e dal controller. Visto che si rischia di danneggiare
  il filesystem, leggete la man page con attenzione prima di usare certe
  opzioni. Come minimo, potrete aggiungere a /etc/rc.d/rc.sysinit la
  linea seguente:



       /sbin/hdparm -c1 /dev/hda  # primo drive IDE




  che abilita il supporto per l'I/O (E)IDE a 32-bit. Per quanto riguarda
  l'opzione ``-m'', ecco cosa mi ha scritto l'autore di hdparm, Mark
  Lord:


       (...) if your system uses components from the past couple of
       years [< 1997], it will be fine.  Older than that, there
       *may* be a problem (unlikely).  The really buggy chips were
       the CMD0646 and RZ1000 chips, used *extensively* on 486 and
       (early) 586 motherboards about 2-3 years ago.




  2.5.  Zip drive per porta parallela


  Per usare lo Zip drive (versione parallela), potete usare il driver
  standard fornito con i kernel recenti (2.x.x). Durante la
  configurazione del kernel, asssicuratevi di includere il supporto per
  lo SCSI generico e per i dischi SCSI, nel kernel o come modulo. Tenete
  presente che ci possono essere conflitti tra la stampante e lo Zip
  drive se usano la stessa porta parallela, quindi compilate il supporto
  per entrambi come moduli.

  I dischi Zip sono venduti preformattati sulla partizione /dev/sda4.
  Per abilitare lo zip, si fa



  #~ chmod 666 /dev/sda4  # tutti possono accedere allo Zip Drive
  #~ insmod ppa




  e lo Zip pu essere montato come gli altri dischi (meglio includere la
  seconda linea in /etc/rc.d/rc.sysinit). Inoltre, potete accedere allo
  Zip drive tramite mtools aggiungendo questa linea al vostro
  /etc/mtools.conf:



       drive z: file="/dev/sda4" exclusive




  C' un driver ppa migliore di quello standard: informazioni su
    <http://www.torque.net/~campbell> .



  2.6.  Driver di dispositivi


  Alcuni dispositivi in /dev (o meglio, collegamenti ai veri driver)
  possono essere assenti. Controllate a quali dispositivi corrispondono
  il mouse, il modem e il CD--ROM, poi fate:



       ~# cd /dev
       /dev# ln -s /dev/ttyS0 mouse
       /dev# ln -s /dev/ttyS1 modem
       /dev# ln -s /dev/hdb cdrom




  Dritta: in molti portatili, il mouse  /dev/psaux: tenetelo presente
  quando installate X11.

  Se volete, date chmod 666 a questi device per renderli accessibili a
  tutti gli utenti. Ci sono problemi di sicurezza! In alternativa,
  create il gruppo ``cdrom'', date il comando chown root.cdrom
  /dev/cdrom, quindi aggiungete utenti a questo gruppo. Procedete in
  modo analogo per gli altri dispositivi.



  2.7.  Messaggi di login


  Se volete personalizzare i messaggi di login, controllate se il vostro
  /etc/rc.d/rc.local sovrascrive /etc/issue e /etc/motd (RedHat lo fa).
  Se li sovrascrive, dateci sotto con l'editor.



  2.8.  Hostname


  Impartire il comando hostname nuovo_host_name non basta. Per evitare
  il problema del blocco di sendmail, seguite queste istruzioni (valide
  solo per una macchina non collegata ad Internet permanentemente):
    editate /etc/sysconfig/network e cambiate l'hostname qui contenuto
     (ad es. nuovo_host_nome.localdomain);

    editate /etc/HOSTNAME in modo appropriato (ad es.,
     nuovo_host_name.localdomain);

    aggiungete il nuovo hostname in questa linea in /etc/hosts:



       127.0.0.1  nuovo_host_name.locadomain nuovo_host_name







  2.9.  Mouse


  I servizi di gpm sono utili per il taglia e incolla in modo testo, e
  per usare il mouse in alcune applicazioni. Per Red Hat, controllate se
  avete un file chiamato /etc/sysconfig/mouse e che ci sia scritto:



       MOUSETYPE="Microsoft"
       XEMU3=yes




  Inoltre, dovete avere un file /etc/rc.d/init.d/gpm, dove aggiungerete
  parametri addizionali. Nel mio ho inserito:



       ...
              daemon gpm -t $MOUSETYPE -d 2 -a 5 -B 132 # mouse a due bottoni
       ...




  Ovviamente, accertatevi che la configurazione sia quella giusta per il
  vostro mouse. Dritta: in molti portatili, MOUSETYPE  ``PS/2''.

  Per Caldera, per abilitare il mouse basta aggiungere in fondo a
  /etc/rc.d/rc.boot:



       /usr/bin/gpm




  Per S.u.S.E., i parametri per gpm sono in /etc/rc.config; per Debian,
  si edita /etc/gpm.conf.

  Se volete usare i menu in console con Ctrl-tasto, configurate anche
  gpm-root. Editate il menu di default in /etc/gpm-root.conf , quindi
  lanciate gpm-root da /etc/rc.d/rc.sysinit (AQVD).


  2.10.  Mount Point


   comodo avere dei punti di mount per il floppy, il CD--ROM, la
  partizione DOS e altri dispositivi. Ad esempio, potreste fare:



       ~# cd /mnt
       /mnt# mkdir floppy ; mkdir cdrom ; mkdir win ; mkdir zip ; mkdir server




  che crea i punti di mount per il floppy in formato DOS/Windows, il
  CD--ROM, la partizione Windows, lo Zip drive per la porta parallela e
  una directory NFS.

  Ora editate il file /etc/fstab e aggiungete queste linee:



       /dev/fd0        /mnt/floppy     vfat            user,noauto 0 1
       /dev/cdrom      /mnt/cdrom      iso9660         ro,user,noauto 0 1
       /dev/sda4       /mnt/zip        vfat            user,noauto,exec 0 1
       /dev/hda1       /mnt/win        vfat            user,noauto 0 1
       server:/export  /mnt/server     nfs             defaults




  Come  ovvio, dovete usare il device giusto nel primo campo. I kernel
  recenti hanno il supporto nativo per le partizioni fat32; oppure
  troverete informazioni e una patch per il kernel all'indirizzo
  <http://bmrc.berkeley.edu/people/chaffee/fat32.html> .  man mount per
  ulteriori informazioni.

   consigliabile installare mtools per accedere ai floppy DOS/Windows!



  2.11.  Lilo(8) e LOADLIN.EXE


  Molti utenti vogliono poter usare sia Linux che DOS/Windows, e
  scegliere al boot quale sistema operativo lanciare; questo settaggio
  dovrebbe avvenire in fase di installazione, ma se nel caso fate come
  segue. Supponiamo che /dev/hda1 contenga DOS/Windows e che /dev/hda2
  contenga Linux.



       ~# fdisk
       Using /dev/hda as default device!

       Command (m for help):a
       Partition number (1-4): 2

       Command (m for help):w
       ~#




  Cos si rende attiva la partizione di Linux. Scrivetevi quindi questo
  semplice /etc/lilo.conf:
       boot = /dev/hda2
       compact
       delay = 50
       # message = /boot/bootmesg.txt  # scrivetevene uno, se vi va
       root = current
       image = /boot/vmlinuz  # per default fa partire Linux, la prima entry
         label = linux
         read-only
       other = /dev/hda1
         table = /dev/hda
         label = dos




  Ora date il comando /sbin/lilo e siete a posto. Visto che LILO  un
  passaggio cruciale dell'installazione, vi consiglio caldamente di
  leggervi comunque la sua documentazione.

  Per fare partire Linux senza resettare, mettete LOADLIN.EXE in una
  directory (nella partizione DOS!) compresa nel path del DOS; poi
  copiate il kernel nella directory (ad esempio) C:\TEMP\VMLINUZ.
  Questo semplice file .BAT fa partire Linux:



       rem   linux.bat
       smartdrv /C
       loadlin c:\temp\vmlinuz root=/dev/hda2 ro




  Se usate Windows 95, impostate le propriet di questo file .BAT in
  modo che parta in modalit MS--DOS.



  2.11.1.  Trucco per la sicurezza


  Un consiglio: fare una copia del MBR prima di installare Linux pu
  salvarvi dai guai. Usate un floppy rescue e date questo comando:



       rescue:~# dd if=/dev/hda of=MBR bs=512 count=1




  e poi fate almeno due copie del file MBR su altrettanti floppy. Se
  dovesse capitare il disastro, potrete recuperare il MBR originale
  dando, sempre con un floppy di salvataggio:



       rescue:~# dd if=/mnt/MBR of=/dev/hda bs=446 count=1




  assumendo che il floppy che contiene MBR sia montato sotto /mnt. In
  alternativa, usate un floppy rescue DOS o Windows e date il comando
  FDISK /MBR.

  2.12.  Mail Capability


  Di sicuro vorrete leggere anche i messaggi di posta scritti in HTML o
  che contengono formati di file esotici. Assicuratevi di avere due
  file: /etc/mime.types e /etc/mailcap. Il primo elenca tipi di file e
  l'estensione associata, come ad esempio:



       application/postscript          ps eps
       image/jpeg                      jpe jpeg jpg
       text/html                       html




  mentre il secondo spiega al client mail come mostrare quel particolare
  file.

  Vi potrebbe arrivare posta da gente che usa Microsoft Outlook, i cui
  messaggi sono in formato MIME multi--part. Queste due linee, aggiunte
  in /etc/mailcap, dovrebbero rendere leggibili quei messaggi:



       text/plain; less %s; needsterminal
       text/html; lynx -force_html %s; needsterminal






  2.13.  Configurazione della stampante


  Le distribuzioni che conosco hanno un programma di configurazione per
  la stampante (printtool o yast); se non ce l'avete, ecco come
  implementare una semplice configurazione manuale.

  Supponiamo che abbiate una stampante non-PostScript (e non ``per
  Windows''!)  con cui volete stampare semplice testo (ad es., sorgenti
  C) e file PostScript tramite Ghostscript, che deve essere gi
  installato.

  Configurare la stampante richiede alcuni passaggi:


    controllate qual  il device parallelo: provate



       ~# echo "hello, world" > /dev/lp0
       ~# echo "hello, world" > /dev/lp1





  e segnatevi quale funziona.

    create due directory di spool:



  ~# cd /var/spool/lpd
  /var/spool/lpd/# mkdir raw ; mkdir postscript





    se la vostra stampante, come molte inkjet, presenta l'``effetto
     scalinata'', vi servir un filtro. Provate a stampare due linee di
     testo con



       ~# echo "prima linea" > /dev/lp1 ; echo "seconda linea" > /dev/lp1





  e se l'output  cos:



       prima linea
                  seconda linea





  salvate questo script col nome /var/spool/lpd/raw/filter:



       #!/bin/sh
       # Questo file elimina l'"effetto scalinata"
       awk '{print $0, "\r"}'





  e rendetelo eseguibile con chmod 755 /var/spool/lpd/raw/filter.

    fate un filtro per l'emulazione PostScript. Scrivete lo script
     seguente col nome /var/spool/lpd/postscript/filter:




















  #!/bin/sh

  DEVICE=djet500
  RESOLUTION=300x300
  PAPERSIZE=a4
  SENDEOF=

  nenscript -TUS -ZB -p- |
  if [ "$DEVICE" = "PostScript" ]; then
          cat -
  else
          gs -q -sDEVICE=$DEVICE \
                  -r$RESOLUTION \
                  -sPAPERSIZE=$PAPERSIZE \
                  -dNOPAUSE \
                  -dSAFER \
                  -sOutputFile=- -
  fi

  if [ "$SENDEOF" != "" ]; then
          printf "\004"
  fi





  (in questo esempio, si assume una stampante HP DeskJet. Adattate lo
  script alla vostra stampante.)

    infine, aggiungete queste linee in /etc/printcap:



       # /etc/printcap
       lp|ps|PS|PostScript|djps:\
               :sd=/var/spool/lpd/postscript:\
               :mx#0:\
               :lp=/dev/lp1:\
               :if=/var/spool/lpd/postscript/filter:\
               :sh:
       raw:\
               :sd=/var/spool/lpd/raw:\
               :mx#0:\
               :lp=/dev/lp1:\
               :if=/var/spool/lpd/raw/filter:\
               :sh:





  Per configurazioni pi complesse, il Printing-HOWTO vi aspetta.

  Per gli utenti Red Hat: il device GSDEVICE scelto da Printtool
  funziona, ma non  necessariamente il migliore per la vostra
  stampante. Potreste dover editare il file postscript.cfg; ad esempio,
  ho cambiato GSDEVICE da cdj500 a djet500 e ora le stampe sono molto
  pi veloci.



  2.14.  SVGATextMode



  Questa utility, reperibile all'indirizzo
  <ftp://tsx-11.mit.edu/pub/linux/sources/sbin> , serve per cambiare il
  font e la risoluzione in modalit testo, nonch la forma del cursore.
  Gli utenti che usano lettere accentate (ci siamo anche noi italiani)
  le possono quindi abilitare nelle applicazioni in console, mentre gli
  utenti di portatili possono ingrandire il cursore per renderlo pi
  visibile.

  Editate il file /etc/TextConfig o /etc/TextMode, iniziando con la
  definizione VGA di default. Per abilitare le lettere accentate,
  assicuratevi di avere queste linee nell'opzione ``LoadFont'':



       Option "LoadFont"
       FontProg "/usr/bin/setfont"
       FontPath "/usr/lib/kbd/consolefonts"
       FontSelect "lat1-16.psf"   8x16 9x16 8x15 9x15
       FontSelect "lat1-14.psf"   8x14 9x14 8x13 9x13
       FontSelect "lat1-12.psf"   8x12 9x12 8x11 9x11
       FontSelect "lat1-08.psf"   8x8  9x8  8x7  9x7




  Quando avete fatto, provate la configurazione col comando



       ~# SVGATextMode "80x34x9"




  e se tutto funziona bene, togliete i warning da /etc/TextMode ed
  aggiungete questa linea in /etc/rc.d/rc.sysinit (AQVD):



       # SVGATextMode
       /usr/sbin/SVGATextMode "80x34x9"





  Da notare che il cursore a blocco funziona solo con alcuni modi
  schermo; su una delle mie macchine, "80x32x9".



  3.  Configurazione software


  Questi sono i file di configurazione che stiamo per personalizzare:
  /etc/profile /etc/bashrc .bashrc .bash_profile .bash_logout .inputrc
  .less .lessrc .xinitrc .fvwmrc .fvwm2rc95 .Xmodmap .Xmodmap.num
  .Xdefaults .jedrc .abbrevs.sl .joerc .emacs

  Non aggiungete utenti prima di completare la configurazione; metterete
  infatti i dot file in /etc/skel.





  3.1.  bash(1)


  Questo  forse il programma pi importante dopo il kernel. Per
  personalizzare bash, questi sono i file principali da editare:


    /etc/bashrc contiene gli alias e le funzioni valide per l'intero
     sistema;

    /etc/profile contiene le variabili d'ambiente per l'intero sistema
     e i programmi di avvio;

    $HOME/.bashrc contiene gli alias e le funzioni dell'utente;

    $HOME/.bash_profile contiene le variabili d'ambiente e i programmi
     di avvio dell'utente;

    $HOME/.inputrc contiene definizioni di tasti e altre cosette.

  Qui sotto ci sono esempi di questi file. Primo, il pi importante:
  /etc/profile. Viene usato per configurare molte cose in una macchina
  Linux, come vedrete nelle sezioni seguenti. Fate attenzione agli apici
  inversi!










































  ______________________________________________________________________
  # /etc/profile

  # Variabili di ambiente globali e programmi di avvio
  # Le funzioni e gli alias vanno in /etc/bashrc

  # Questo file imposta queste caratteristiche:
  #
  #   o path
  #   o prompt
  #   o alcune variabili d'ambiente
  #   o ls a colori
  #   o il comportamento di less
  #   o backspace in rxvt
  #
  # Gli utenti possono sovrascrivere questi settaggi e/o aggiungerne altri
  # nel loro $HOME/.bash_profile

  # imposta un path decente, comprendendo anche KDE
  PATH="$PATH:/usr/X11R6/bin:/opt/kde/bin:$HOME/bin:."

  # avvisa l'utente: login o non-login shell. Se e' di login, il prompt e'
  # colorato in blu; altrimenti in magenta. Il prompt di root e' rosso.
  # Per una spiegazione dei codici, vedi il Colour-ls mini HOWTO.
  USER=`whoami`
  if [ $LOGNAME = $USER ] ; then
    COLOUR=44  # blu
  else
    COLOUR=45  # magenta
  fi

  if [ $USER = 'root' ] ; then
    COLOUR=41  # rosso
    PATH="$PATH:/usr/local/bin"
  fi

  ESC="\033"
  BOLD=';1'
  PS1="\[$ESC[$COLOUR;37$BOLD\]$USER:\[$ESC[37;40$BOLD\]\w\\$ "
  PS2="> "

  # niente core dump, per piacere
  ulimit -c 0

  # imposta umask
  if [ `id -gn` = `id -un` -a `id -u` -gt 14 ]; then
    umask 002 # non root
  else
    umask 022 # root
  fi

  # alcune variabili
  USER=`whoami`
  LOGNAME=$USER
  MAIL="/var/spool/mail/$USER"
  EDITOR=jed
  HOSTNAME=`/bin/hostname`
  HISTSIZE=1000
  HISTFILESIZE=1000
  export PATH PS1 PS2 USER LOGNAME MAIL EDITOR HOSTNAME HISTSIZE HISTFILESIZE

  # abilita ls a colori
  eval `dircolors /etc/DIR_COLORS -b`
  export LS_OPTIONS='-F -s -T 0 --color=yes'

  # personalizza less
  LESS='-M-Q'
  LESSEDIT="%E ?lt+%lt. %f"
  LESSOPEN="| lesspipe.sh %s"
  VISUAL=jed
  LESSCHARDEF=8bcccbcc13b.4b95.33b. # mostra i colori in ls -l | less
  PAGER=less
  export LESS LESSEDIT LESSOPEN VISUAL LESSCHARDEF PAGER

  # aggiusta il backspace per rxvt
  if [ "$COLORTERM" != "" ] ; then
    stty erase ^H  # alternativa: ^?
  fi

  for i in /etc/profile.d/*.sh ; do
    if [ -x $i ]; then
      . $i
    fi
  done

  # se c'e' fortune, lancialo
  if [ -x /usr/games/fortune ] ; then
    echo ; /usr/games/fortune ; echo
  fi
  ______________________________________________________________________



  Questo  un esempio di /etc/bashrc:


  ______________________________________________________________________
  # /etc/bashrc

  # Funzioni e alias globali
  # Le variabili d'ambiente vanno in /etc/profile

  USER=`whoami`
  if [ $LOGNAME = $USER ] ; then
    COLOUR=44
  else
    COLOUR=45
  fi

  if [ $USER = `root' ] ; then
    COLOUR=41
  fi

  ESC="\033"
  BOLD=';1'
  export PS1="\[$ESC[$COLOUR;37$BOLD\]$USER:\[$ESC[37;40$BOLD\]\w\\$ "
  export PS2="> "
  export CDPATH="$CDPATH:~"

  alias which="type -path"
  alias ls="ls $LS_OPTIONS"
  ______________________________________________________________________



  Questo  un esempio di .bashrc:






  ______________________________________________________________________
  # $HOME/.bashrc
  # Prendi le definizioni globali

  if [ -f /etc/bashrc ]; then
    . /etc/bashrc
  fi

  # questo serve per avvisare l'utente che si trova in non-login shell
  if [ "$GET_PS1" = "" ] ; then
    COLOUR=45
    ESC="\033"
    BOLD=';1'
    export PS1="\[$ESC[$COLOUR;37$BOLD\]$USER:\[$ESC[37;40$BOLD\]\w\\$ "
    export PS2="> "
  fi

  # alias
  alias cp='cp -i'
  alias l=less
  alias lyx='lyx -width 900 -height 700'
  alias mv='mv -i'
  alias rm='rm -i'
  alias x=startx

  # Alcune funzioni utili

  inst() # Installa un archivio .tar.gz nella directory corrente
  { tar -zxvf $1 }

  cz() # Lista un archivio .zip
  { unzip -l $* }

  ctgz() # Lista un archivio .tar.gz
  {
    for file in $* ; do
      tar -ztf ${file}
    done
  }

  tgz() # Crea un archivio .tgz, alla zip
  {
    name=$1 ; tar -cvf $1 ; shift
    tar -rf ${name} $*
    gzip -S .tgz ${name}
  }
  ______________________________________________________________________



  Questo  un esempio di .bash_profile:















  ______________________________________________________________________
  # $HOME/.bash_profile

  # Variabili di ambiente e programmi di avvio utente
  # Questo file contiene settaggi personalizzati che si sovrappongono
  # a quelli in /etc/profile

  # Prendi gli alias e le funzioni
  if [ -f ~/.bashrc ]; then
    GET_PS1="NO"  # non cambiare il colore del prompt
    . ~/.bashrc
  fi

  # imposta alcune directory di default
  export CDPATH="$CDPATH:$HOME:$HOME/testi:$HOME/testi/geologia"
  ______________________________________________________________________



  Questo  un esempio di .inputrc:


  ______________________________________________________________________
  # $HOME/.inputrc

  # combinazioni di tasti
  "\e[1~": beginning-of-line
  "\e[3~": delete-char
  "\e[4~": end-of-line
  # (F1 .. F5) are "\e[[A" ... "\e[[E"
  "\e[[A": "info \C-m"

  set bell-style visible         # non fare beep
  set meta-flag On               # permetti le lettere accentate
  set convert-meta Off           # non togliere l'ottavo bit
  set output-meta On             # mostra i caratteri a 8-bit correttamente
  set horizontal-scroll-mode On  # scorri la linea di comando se e' lunga
  set show-all-if-ambiguous On   # dopo aver premuto TAB
  ______________________________________________________________________



  Per fare funzionare i tasti backspace e delete in xterm e altre
  applicazioni X11, bisogna inoltre:


    mettere questo nel vostro .xinitrc:



       usermodmap=$HOME/.Xmodmap
       xmodmap $usermodmap





    e nel vostro .Xmodmap dovrete inserire:



       keycode 22 = BackSpace
       keycode 107 = Delete



  questo mette a posto la modalit console.

    Per mettere a posto xterm, inserite questo nel vostro .Xdefaults:



       xterm*VT100.Translations: #override <Key>BackSpace: string(0x7F)\n\
               <Key>Delete:        string(0x1b) string("[3~")\n\
               <Key>Home:          string(0x1b) string("[1~")\n\
               <Key>End:           string(0x1b) string("[4~")\n\
               Ctrl<Key>Prior:     string(0x1b) string("[40~")\n\
               Ctrl<Key>Next:      string(0x1b) string("[41~")

       nxterm*VT100.Translations: #override <Key>BackSpace: string(0x7F)\n\
               <Key>Delete:        string(0x1b) string("[3~")\n\
               <Key>Home:          string(0x1b) string("[1~")\n\
               <Key>End:           string(0x1b) string("[4~")\n\
               Ctrl<Key>Prior:     string(0x1b) string("[40~")\n\
               Ctrl<Key>Next:      string(0x1b) string("[41~")





  rxvt  un po' pi complicato da sistemare, perch alcune opzioni si
  danno in fase di compilazione. Vedete il /etc/profile qui sopra.

  Ulteriori informazioni nelle pagine man di bash(1) e readline(3).

  Non vi aspettate che tutte le applicazioni funzionino! Con joe in
  xterm, ad esempio, alcuni tasti non funzionano; lo stesso vale per le
  versioni di rxvt inferiori alla 2.4.5.



  3.2.  ls(1)


  ls pu mostrare a colori i contenuti delle directory, per evidenziare
  i diversi tipi di file. Per abilitare questa caratteristica, servono
  un paio di linee come in /etc/profile qui sopra. Questo per non
  funziona con rxvt inferiore alla v. 2.21; dovrete usare xterm.  Sembra
  che rxvt abbia un bug che gli impedisce in alcuni casi di ereditare
  correttamente le variabili di ambiente. rxvt dalla v.  2.4.5 in su
  funziona bene.

  Caldera ha un ls che non supporta i colori, ma c' un comando color-ls
  che  la stessa cosa. Inserite in /etc/bashrc:



       alias ls="color-ls $LS_OPTIONS"






  3.3.  less(1)


  Con questo eccellente pager si leggono non solo file di testo, ma
  anche file compressi con gzip, archivi tar e zip, pagine man e altro
  ancora. La sua configurazione richiede alcuni passaggi:


    per abilitare i tasti cursore, scrivetevi questo file .lesskey (
     un semplice file ASCII) nella vostra home directory:



       ^[[A   back-line
       ^[[B   forw-line
       ^[[C   right-scroll
       ^[[D   left-scroll
       ^[OA   back-line
       ^[OB   forw-line
       ^[OC   right-scroll
       ^[OD   left-scroll
       ^[[6~  forw-scroll
       ^[[5~  back-scroll
       ^[[1~  goto-line
       ^[[4~  goto-end
       ^[[7~  goto-line
       ^[[8~  goto-end





  quindi lanciate il comando lesskey, che crea un file binario chiamato
  .less contenente le definizioni dei tasti.

    scrivetevi questo script col nome /usr/local/bin/lesspipe.sh:


     ___________________________________________________________________
     #!/bin/sh
     # Preprocessore per 'less'. Viene usato quando questa variabile di ambiente
     #  impostata:   LESSOPEN="|lesspipe.sh %s"

     lesspipe() {
       case "$1" in
       *.tar) tar tf $1 2>/dev/null ;; # Vedi i file .tar e .tgz
       *.tgz|*.tar.gz|*.tar.Z|*.tar.z) tar ztf $1 2>/dev/null ;;
       *.Z|*.z|*.gz) gzip -dc $1  2>/dev/null ;; # Vedi i file compressi
       *.zip) unzip -l $1 2>/dev/null ;; # Vedi gli archivi
       *.arj) unarj -l $1 2>/dev/null ;;
       *.rpm) rpm -qpil $1 2>/dev/null ;;
       *.cpio) cpio --list -F $1 2>/dev/null ;;
       *.1|*.2|*.3|*.4|*.5|*.6|*.7|*.8|*.9|*.n|*.man) FILE=`file -L $1`
         FILE=`echo $FILE | cut -d ' ' -f 2`
         if [ "$FILE" = "troff" ]; then
           groff -s -p -t -e -Tascii -mandoc $1
         fi ;;
       *) file $1 | grep text > /dev/null ;
         if [ $? = 1 ] ; then # non e' un file di testo di qualche tipo
           strings $1
         fi ;;
       esac
     }

     lesspipe $1
     ___________________________________________________________________



  e rendetelo eseguibile con chmod 755 lesspipe.sh.

    inserite le variabili necessarie, che sono gi presenti nel file
     /etc/profile visto prima. La variabile LESSCHARSET dipende dal
     fatto che io vivo in Italia e quindi uso il set di caratteri ISO
     8859/1.  Gli amici americani, giapponesi, russi e altro fanno
     meglio a non settarla.



  3.4.  emacs(1)


  Uso emacs di rado, quindi ho solo un paio di dritte.  Alcune versioni
  di emacs non sono preconfigurate per i colori e l'evidenziazione della
  sintassi. Scrivete quanto segue nel vostro .emacs:



       (global-font-lock-mode t)
       (setq font-lock-maximum-decoration t)




  Funziona solo in X11. In aggiunta, per abilitare le lettere accentate
  dovrete aggiungere:



       (standard-display-european 1)




  Lascio a voi la lettura di tutta la documentazione di emacs per
  scoprire come adattarlo ai vostri gusti; potenzialmente, ce n' per
  mesi di smanettamenti. Il Dotfile Generator (Sezione ``Software per la
  configurazione'') vi pu dare una mano.



  3.5.  joe(1)


  Alcune versioni di joe non funzionano a colori in console, e non vanno
  nemmeno certi tasti speciali. Che io sappia, nessuno ha trovato una
  soluzione per questi inconvenienti.

  Una soluzione svelta (ma inelegante) per il primo problema  questa:



       ~$ export TERM=vt100
       ~$ joe myfile
          (editate il vostro file)
       ~$ export TERM=linux




  Scegliete inoltre la configurazione editando .joerc, .jstarrc o
  l'emulazione che preferite; potete partire dai file di configurazione
  in /usr/lib/joe.



  3.6.  jed(1)



  Questo  il mio editor preferito: fa quello che mi serve,  pi snello
  e pi facile da configurare di emacs ed emula altri editor molto bene.
  Presso la mia universit, molti usano jed in emulazione EDT, l'editor
  di sistema di VMS.

  I file di configurazione sono .jedrc e /usr/lib/jed/lib/*; il primo
  pu essere adattato dal file jed.rc che sta nella directory appena
  indicata.


    per fare usare i tasti speciali a jed, create un file di nome
     /usr/lib/jed/lib/defaults.sl contenente una sola linea:



       () = evalfile("linux");




    se xjed apparentemente non riconosce il tasto DEL, aggiungete
     queste linee nel vostro .jedrc:



       #ifdef XWINDOWS
         x_set_keysym (0xFFFF, 0, "\e[3~");
         setkey (`delete_char_cmd'', "\e[3~");
       #endif






    editate /usr/lib/jed/lib/linux.sl e scrivete le due linee
     Info_Directory = "/usr/info"; e UCB_Mailer = "/bin/mail";;

    configurare jed per fargli emulare EDT (o altri editor) 
     semplicissimo: dovete solo cambiare un paio di linee nel vostro
     .jedrc. Se volete usare il tasto `+' del tastierino numerico per
     cancellare parole anzich un singolo carattere, aggiungete in
     .jedrc:



       unsetkey("\eOl");
       unsetkey("\eOP\eOl");
       setkey("edt_wdel", "\eOl");
       setkey("edt_uwdel", "\eOP\eOl");





  dopo la linea con scritto () = evalfile("edt");.

    per fare usare a xjed il tastierino numerico per l'emulazione EDT,
     inserite quanto segue in .Xmodmap:







  keycode 77  = KP_F1
  keycode 112 = KP_F2
  keycode 63  = KP_F3
  keycode 82  = KP_F4
  keycode 86  = KP_Separator





    la scelta dei colori per xjed si fa aggiungendo linee come le
     seguenti in .Xdefaults:



       xjed*Geometry: 80x32+150+50
       xjed*font: 10x20
       xjed*background: midnight blue
       # eccetera...





    la funzionalit delle abbreviazioni fa risparmiare un sacco di
     tempo.  Scrivete un file come questo col nome $HOME/.abbrevs.sl:



       create_abbrev_table ("Global", "0-9A-Za-z");
       define_abbrev ("Global", "GG", "Guido Gonzato");
       create_abbrev_table ("TeX", "\\A-Za-z0-9");
       define_abbrev ("TeX", "\\beq", "\\begin{equation}");
       define_abbrev ("TeX", "\\eeq", "\\end{equation}");
       % and so on...





  quindi battete ESC x abbrev_mode per abilitarlo. Se volete avere le
  abbreviazioni attivate per default, aggiungete queste entry in .jedrc:



       define text_mode_hook ()
       {
         set_abbrev_mode (1);
       }
       %
       define fortran_hook ()
       {
         set_abbrev_mode (1);
         use_abbrev_table ("Fortran");
       }
       % e cosi' via...





  Ulteriori informazioni in xjed.doc, incluso nella distribuzione.




  3.7.  efax(1)


  Questo programma  forse il pi comodo per una semplice gestione dei
  fax.  Bisogna editare lo script /usr/bin/fax; molto semplice, ma ci
  sono un paio di stranezze che mi hanno procurato qualche grattacapo:


    DIALPREFIX: in Italia (e forse anche altri Paesi) non basta mettere
     `T' o `P'. Inserite invece `ATDT' o `ATDP';

    INIT and RESET: queste stringhe contengono gli inizializzatori `-i'
     e `-k', necessari per efax. Se volete aggiungere un comando AT,
     mettetelo nella stringa appropriata senza `AT' ma col prefisso `-i'
     o `-k'. Per esempio, per aggiungere `ATX3' a INIT, dovrete mettere
     `-iX3'.



  3.8.  TeX e programmi accessori


  Assumendo che abbiate la distribuzione teTeX, ecco un paio di cosette:


    per configurare la sillabazione, modificate il file
     /usr/lib/texmf/texmf/tex/generic/config/language.dat, e poi date i
     comandi:



       ~# texconfig init ; texconfig hyphen





    se aggiungete un package di LaTeX, dopo aver aggiunto i file
     necessari nella directory /usr/lib/texmf/texmf/tex/latex/ date il
     comando texhash per fare riconoscere a teTeX il nuovo package;

    per personalizzare dvips, il file da modificare 
     /usr/lib/texmf/texmf/dvips/config/config.ps. Attenzione, i campi
     riguardanti la risoluzione di default toccano anche xdvi; se vi
     succede che quest'ultimo cerca di ricreare i font ogni volta che lo
     fate partire, aggiungete in .Xdefault la linea



       XDvi*mfmode:





  Questo dovrebbe aiutare.



  3.9.  Evitate PPProblemi!


  Si d per scontato che il vostro kernel ha il supporto per PPP e
  TCP/IP, che il loopback  abilitato e che avete gi il package pppd
  correttamente installato e magari impostato setuid root. Ovviamente,
  il vostro ISP deve supportare il PPP.
  Ci sono due modi per fare funzionare il PPP: 1) configurazione
  manuale, e 2) un programma di configurazione che faccia tutto lui.
  Qualunque opzione scegliate, dovrete avere queste informazioni a
  portata di mano:


    il numero di telefono del vostro ISP;

    l'indirizzo del name server del vostro ISP;

    i server mail e news del vostro ISP;

    il dominio del vostro ISP;

    i vostri username e password.

  La configurazione manuale  un fastidio. Si tratta di editare vari
  file e scrivere degli script; non  troppo difficile, ma  facile fare
  errori e i nuovi utenti ne sono spesso spaventati. Il PPP HOWTO vi
  attende. In alternativa, ci sono programmi che vi richiedono le
  informazioni elencate qui sopra e fanno il lavoro per voi.

  Ve la passerete meglio se scaricate uno dei programmi seguenti:


    EzPPP  un programma per X11, e ha la home page a
      <http://www.serv.net/~cameron/ezppp/index.html> .  Molto facile da
     usare, ma  necessario scrivere lo script di collegamento;

    per la console, provate i programmi che trovate presso
      <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/system/network/serial/ppp>. Uno
     dei migliori  pppsetup-X.XX.tar.gz. Anche qui serve lo script;

    i programmi finora pi facili di tutti sono sicuramente wvdial e
     eznet: gli date il numero di telefono, lo username e la password, e
     siete a posto. Le loro home page sono agli indirizzi
      <http://www.worldvisions.ca/wvdial>  e
     <http://www.hwaci.com/sw/eznet>. Io preferisco quest'ultimo.


  3.9.1.  Partire in fretta con eznet


  Prima di tutto, create un file /etc/resolv.conf come questo:



       nameserver w.x.y.z




  dove inserirete l'indirizzo del name server del vostro provider. Per
  creare un account con eznet, date questo comando:



       #~ eznet add service=VOSTRO_ISP user=NOME password=PASSWORD phone=NUMERO




  quindi provate a chiamare con eznet up VOSTRO_ISP. Se il modem non
  prende la linea, aggiungete questo comando:


       #~ eznet change VOSTRO_ISP init0=atx3




  Per finire la connessione, il comando  eznet down. Tutto qui!



  3.10.  POP Client


  Per prendere la posta dal server POP, si usa un client POP come
  fetchpop o fetchmail; quest'ultimo  forse l'unica scelta se il PPP
  server del vostro ISP non supporta il comando LAST. Si trovano su
  <ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/system/mail/pop> .

  Per configurare questi client:


    fetchpop: la prima volta che lo lanciate, vi verranno chieste delle
     informazioni. Rispondete alle domande e siete a posto.

    fetchmail: adattate questo esempio di file .fetchmailrc:



       # $HOME/.fetchmailrc
       poll mbox.supernet.edu with protocol pop3;
         user pippo there with password _Loo%ny is pippo here





  Un utente mi ha scritto per dirmi che aggiungendo ``smtphost local
  host'' alla seconda linea, le prestazioni sono molto migliorate.

  Dovete settare i permessi di questo file con chmod 600 .fetchmailrc,
  altrimenti fetchmail si rifiuter giustamente di partire.



  3.11.  X Window System



  3.11.1.  Configurare il server X


  Andiamo, non  pi difficile come una volta... Tutte le principali
  distribuzioni forniscono un programma di configurazione per X11 (ad
  es.  XConfigurator, sax, o almeno xf86config). Ormai l'installazione
  del server X  pressoch automatica, ma certe schede video possono
  fare i capricci. In questi casi, seguo questo metodo che ha sempre
  funzionato:


    assicuratevi che il server per la VGA sia installato;

    andate su   <ftp://ftp.XFree86.org/pub/XFree86/current/binaries> ,
     cd nella sottodirectory di Linux che vi riguarda e scaricate i file
     XVERSIONEbin.tgz, XVERSIONEset.tgz e tutti i server.  Il primo di
     questi archivi contiene il SuperProbe pi aggiornato;


    decomprimete XVERSIONEbin.tgz in una directory temporanea,
     spostatevici e date il comando ./SuperProbe. Se la vostra scheda
     video viene riconosciuta,  molto probabile che riuscirete a
     configurarla; altrimenti, peccato.

    installate i server e XVERSIONEset.tgz partendo da /usr/X11R6/,
     quindi eseguite XF86Setup.

  Anche se ha sempre funzionato per me, potreste avere diversa fortuna.
  Attenzione che spesso X11 non parte perch avete scelto dei settaggi
  troppo bassi per il monitor! Partite con settaggi di base, ad es.
  800x600 e 256 colori, poi provate ad andare su. Attenzione: queste
  operazioni sono pericolose e potreste danneggiare il monitor!



  3.11.2.  Il tastierino numerico


  Abbiamo visto prima come fare funzionare alcuni tasti speciali. Il
  file .Xmodmap funziona bene se vogliamo usare Xjed, ma rende
  inutilizzabile il tastierino numerico. Servir quest'altro file, che
  chiameremo .Xmodmap.num:



       ! Le definizioni si trovano in <X11/keysymdef.h>

       keycode 77  = Num_Lock
       keycode 112 = KP_Divide
       keycode 63  = KP_Multiply
       keycode 82  = KP_Subtract
       keycode 86  = KP_Add
       keycode 79  = KP_7
       keycode 80  = KP_8
       keycode 81  = KP_9
       keycode 83  = KP_4
       keycode 84  = KP_5
       keycode 85  = KP_6
       keycode 87  = KP_1
       keycode 88  = KP_2
       keycode 89  = KP_3
       keycode 90  = KP_0
       keycode 91  = KP_Decimal




  Assicuratevi che /etc/X11/XF86Config non contenga queste tre linee:



         ServerNumLock
         Xleds
         XkbDisable




  ed in caso, mettetele in commento. Per riabilitare il tastierino, si
  d il comando xmodmap .Xmodmap.num.





  3.11.3.  Login grafico con xdm


  Per ottenere il login in modalit grafica, si deve editare il file
  /etc/inittab, che dovrebbe includere una linea come questa:



       x:5:respawn:/usr/bin/X11/xdm -nodaemon




  5  il runlevel che corrisponde alla modalit X11 (S.u.S.E. usa 4).
  Modificate la linea che stabilisce il runlevel di default (di solito 
  2 o 3), inserendo il valore qui sopra:



       id:5:initdefault:




  Il numero di colori si specifica in /etc/X11/xdm/Xserver (AQVD):



       :0 local /usr/X11R6/bin/X -bpp 16  # 65k colori




  Se avete gi il file .xinitrc, copiatelo nel file .xsession e rendete
  eseguibile quest'ultimo con chmod +x .xsession. Ora date il comando
  telinit 5 e siete a posto!



  3.11.4.  Window Manager


  Una volta che il server X funziona, ci sono infinite possibilit di
  configurazione; dipende dal window manager che volete usare, e ce ne
  sono decine tra cui scegliere. Quasi sempre, si tratta di modificare
  uno o pi file ASCII nella vostra home directory; in altri casi non si
  deve editare niente e si utilizzano appositi programmini, o
  addirittura un apposito menu.

  Alcuni esempi:


    fvwm e derivati: copiate il file /etc/X11/fvwm/system.fvwmrc (o
     altro) nella vostra home col nome adeguato, leggetelo e
     sperimentate. Potreste perdere molto tempo prima di ottenere quello
     che desiderate;

    WindowMaker: possiede diversi file di configurazione che risiedono
     in $HOME/GNUstep, oltre ad un ottimo programmino di configurazione;

    KDE: qui non  necessario editare nulla, e si configura il tutto da
     menu.

  In breve: se non vi spiace editare dei file di configurazione,
  scegliete icewm, fvwm*, blackbox etc; se invece vi spiace, la scelta 
  limitata attualmente a KDE e WindowMaker.
   importante avere un buon file .xinitrc. Un esempio:



       #!/bin/sh
       # $HOME/.xinitrc

       # metti a posto i tasti speciali
       usermodmap=$HOME/.Xmodmap
       xmodmap $usermodmap

       xset s noblank  # togli lo screen saver della console
       xset s 300 2    # screen saver di X11, parte dopo 5 minuti
       xsetroot -solid "medium blue" &

       rxvt -cr green -ls -bg black -fg white -fn 7x14 \
         -geometry 80x30+57+0 &

       if [ "$1" = "" ] ; then  # default
         WINMGR=wmaker
       else
         WINMGR=$1
       fi

       $WINMGR




  Per quanto non mi sembra che sia strettamente necessario, rendetelo
  eseguibile con chmod +x .xinitrc.

  Questo .xinitrc consente di scegliere il window manager: provate


       $ startx startkde # o altro




  (non funziona con certe versioni di S.u.S.E.).



  3.12.  Configurazione per gli utenti


  Quando avete finito di configurare i dot file, copiateli nella
  directory /etc/skel come gi detto alla Sezione ``Configurazione
  software''.

  Da notare che .pinerc non pu essere personalizzato del tutto;
  assicuratevi che almeno i campi user-domain, smtp-server e nntp-server
  siano a posto.



  3.13.  Fare l'upgrade


  Se fate l'upgrade, oltre ai soliti backup dovrete ricordarvi di
  salvare alcuni file addizionali. Alcuni potrebbero essere
  /etc/X11/XF86Config, /usr/bin/fax, tutto quello che avete messo in
  /usr/local, la configurazione del kernel, l'intero /etc e la posta in
  /var/spool/mail.

  4.  Software per la configurazione


  Diversi programmi rendono Linux pi semplice da configurare. Alcuni
  stanno diventando pi o meno standard: Red Hat, Caldera e altre
  distribuzioni forniscono utility come printtool, netcfg, usertool,
  ecc. S.u.S.E. fornisce un elaborato programma di configurazione del
  sistema chiamato YAST. Altri programmi utili sono:


    The Dotfile Generator: buona applicazione per X11 con moduli per
     configurare emacs, bash, procmail e altri. La sua home page 
     all'indirizzo   <http://www.imada.ou.dk/~blackie/dotfile> ;

    Linuxconf: il massimo dei programmi di configurazione. Pu fare
     tutto, sia in console che sotto X11. Andate subito a vederlo
     all'indirizzo
       <http://www.solucorp.qc.ca/linuxconf> .



  5.  Fine




  5.1.  Copyright


  Unless otherwise stated, Linux HOWTO documents are copyrighted by
  their respective authors. Linux HOWTO documents may be reproduced and
  distributed in whole or in part, in any medium physical or electronic,
  as long as this copyright notice is retained on all copies. Commercial
  redistribution is allowed and encouraged; however, the author would
  like to be notified of any such distributions.

  All translations, derivative works, or aggregate works incorporating
  any Linux HOWTO documents must be covered under this copyright notice.
  That is, you may not produce a derivative work from a HOWTO and impose
  additional restrictions on its distribution. Exceptions to these rules
  may be granted under certain conditions; please contact the Linux
  HOWTO coordinator at the address given below.

  In short, we wish to promote dissemination of this information through
  as many channels as possible. However, we do wish to retain copyright
  on the HOWTO documents, and would like to be notified of any plans to
  redistribute the HOWTOs.

  If you have questions, please contact Tim Bynum, the Linux HOWTO
  coordinator, at tjbynum@sunsite.unc.edu via email.



  5.2.  Feedback


  Forse pi ancora di altri HOWTO, questo ha bisogno dei vostri
  suggerimenti, critiche e contributi. Tutto  benvenuto, anzi
  necessario. Se pensate che manchi qualcosa o che ci siano errori,
  mandatemi un'email. Se avete una distribuzione diversa da Redhat o
  Caldera e i vostri file di configurazione sono diversi dai miei o
  collocati in altre directory, comunicatemelo, e io aggiunger i vostri
  suggerimenti. Il mio scopo  quello di rendere il lavoro con Linux il
  pi semplice possibile.


  Linux ha un numero enorme di programmi, quindi non posso includere
  suggerimenti per ciascuno. Cercate di mantenere i vostri suggerimenti
  nell'ambito dei programmi ``pi ragionevoli''; lascio
  l'interpretazione di questo concetto al vostro buon senso.



  5.3.  Disclaimer


  ``Configuration HOWTO''  stato scritto da Guido Gonzato,
  guido@ibogeo.df.unibo.it.  I miei sentiti ringraziamenti vanno a tutti
  gli altri autori di HOWTO e di man page, il cui lavoro ho saccheggiato
  senza vergogna; e a tutte le persone che mi hanno inviato
  suggerimenti.

  Questo lavoro  distribuito senza garanzie. Mi sono sforzato di
  scriverlo con la massima accuratezza, ma usate le informazioni qui
  contenute a vostro rischio. Non sar responsabile in alcun caso di
  danni provocati da questo documento.

  Spero che troviate utile questo mio lavoro. Ogni volta che installo
  una macchina Linux, io lo trovo utilissimo...

  Ciao,

  Guido   =8-)







































